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Come riconoscere la qualità della Moringa Oleifera

Come riconoscere la qualità della Moringa Oleifera

Negli ultimi anni si sente parlare sempre di più della Moringa Oleifera, pianta originaria dell’India dalle mille virtù. Tantissimi studi ci illuminano sulle sue proprietà e sui suoi benefici  e online aumentano, ormai, i prodotti a base di Moringa o l’estratto in polvere.

Promossa dalla FAO* e definita superfood da testate come Vogue e La stampa, la Moringa, da pianta essenziale per il nutrimento e la cura in diverse aree povere del Mondo (Africa, India, Asia) è stata scoperta dai produttori occidentali e sfruttata economicamente proprio in virtù delle sue molteplici proprietà. Le insidie di questa “globalizzazione” però, sono dietro l’angolo.

Moringa: le insidie della “globalizzazione”

Metalli pesanti, pesticidi, muffe, germi: queste sono alcune delle sostanze molto dannose per la salute che potrebbero essere presenti nella moringa essiccata e conservata male, non certificata e di provenienza incerta.

Perché, infatti, se sulla moringa che acquistiamo non ci sono le certificazioni necessarie per risalire alle tecniche di coltivazione, alla provenienza e quindi alla tracciabilità della materia prima, sarebbe meglio cautelarsi. Ecco come.

Quando acquistiamo gli estratti della Moringa, che siano in polvere, capsule, tisana, oppure ingrediente base di cosmetici come creme, shampoo e olio, occorre prestare maggiore attenzione alla qualità e ai valori nutrizionali per evitare cattive sorprese.

La Moringa principalmente diffusa sul mercato europeo è rivenduta ad imprenditori europei, importata da paesi come l’India o le Filippine (e altri paesi extraeuropei dove viene coltivata)*. Il problema con questo tipo di prodotto è che non siamo sicuri dei controlli e della provenienza della materia prima, che sarà poi utilizzata a scopo alimentare o cosmetico.

La moringa che consumiamo dovrebbe provenire da colture esclusivamente adibite ad uso alimentare (o cosmetico in base alla funzione d’uso). Invece, anche se non possiamo saperlo, può essere associata ad altri usi non compatibili con quello alimentare come la produzione di biomasse*.

Scopri le proprietà e l’origine della moringa biologica europea

La moringa per la produzione di biogas

Come si evince dai risultati dello studio Moringa oleifera as Sustainable Source for Energetic Biomas che analizza i metodi di ottenimento delle biomasse di moringa, quest’ultima “è una pianta facilmente sfruttabile per l’energia sostenibile, in particolare i suoi baccelli e semi.”

Lo studio, inoltre, dice che sotto l’aspetto energetico la moringa può essere utilizzata in diversi modi: nella produzione del biogas, del bioetanolo, del biodiesel o dei bricchetti; dagli esperimenti condotti per la produzione di biogas da materiale vegetale (biomassa) della moringa, si è stimato che, frantumando i raccolti di Moringa insieme all’acqua, in aggiunta ad un reattore di biogas con una media 5,7 g di solidi volatili aggiunti e una produzione di gas di 580 L / kg, Il livello medio di metano nel gas è stato dell’81%. “Sulla base degli esperimenti, è stato considerato che più di 4.400 m3 di metano potrebbero essere prodotti per ettaro / anno di moringa.“

Quasi il doppio del metano ricavato annualmente dalla barbabietola, un materiale comune per la produzione di biogas. *

Tutte queste informazioni ci fanno capire che il peso economico della moringa per la produzione di biogas è in crescita e che monitorare la provenienza della moringa acquistata ad uso alimentare o cosmetico è fondamentale per evitare di assumere un prodotto contaminato con altre sostanze, che potrebbero essere presenti nelle colture adibite alle energie sostenibili.

Come riconoscere la moringa di buona qualità in tre Step

Gli aspetti a cui prestare attenzione quando si acquista la moringa sono principalmente 3 e alcuni di questi sono visibili a occhio nudo:

1.     L’odore

Questo dovrebbe essere fresco e pungente, come di fieno appena raccolto in una giornata di fine estate o quello di un prato appena falciato: sintomo di freschezza e di qualità della materia prima; attenzione se invece odora di paglia vecchia: probabilmente i suoi effetti benefici sono ormai compromessi o inefficaci.

2.     Il colore

Dovrebbe essere di un verde chiaro; questa caratteristica va di pari passo con l’odore: se la colorazione della moringa sbiadisce, probabilmente le sue proprietà sono soggette a una medesima débâcle.

3.     Modalità di essiccazione

Trattandosi di un super alimento crudo, la moringa subisce un processo di essiccazione per essere meglio conservata. Quello corretto, ovvero che non consente lo sviluppo di muffe e funghi e garantisce salubrità alla materia prima, consiste in un’essiccazione naturale al buio alla temperatura di 42° C, e con un grado di essiccazione al 10 o al 5%; è protetta da parassiti di ogni genere, ratti, uccelli e topi, allo scopo di eliminare ogni umidità residua che potrebbe causare in seguito o durante la conservazione in deposito la formazione di muffe o batteri.

Perché il trattamento delle foglie e degli estratti di moringa è così importante?

Quando parliamo di “super alimento”, “superfood” e di proprietà benefiche è chiaro che ci riferiamo a un prodotto integro, che conserva inalterate le sue proprietà salutari.

Nel caso della moringa, il trattamento, lo stoccaggio e dunque le modalità conservazione, oltre che la provenienza, diventano cruciali per preservarne la qualità della stessa.

Tracciabilità della moringa acquistata

Il CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile)* si è occupato di verificare la qualità della moringa oleifera del sud est Asiatico e di altre aree di produzione (Congo, Madagascar, Burkina Faso, India) a seguito della rilevanza economica riscontrata negli ultimi anni.

Infatti, se da un lato gli imprenditori Europei hanno cominciato in maniera progressiva a fornirsi di questo “superfood”, dall’altro, la logica del risparmio e dell’ingrosso non danno certezze sulla tracciabilità della materia prima. In questo modo, il consumatore finale non ha a portata di mano tutte le informazioni che servono e non bastano le etichette in cui si scrive “100% Naturale” senza avere, di fatto, notizie sull’iter produttivo e sulle certificazioni della moringa utilizzata per produrre tisane, cosmetici e integratori.

Scopri come viene prodotta la moringa di RedMoringa

La qualità della moringa? È anche questione di fitochimica

La fitochimica è una disciplina scientifica che analizza struttura chimica e biologica dei principi attivi delle piante (Wikipedia).

Essicazione delle foglie di moringa

Un’analisi riguardante le caratteristiche fitochimiche degli estratti della pianta di moringa provenienti da paesi tropicali è stata effettuata dal laboratorio di Tecniche Cromatografiche e Spettrometria di Massa del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università degli Studi di Torino, con la conclusione che proprio gli estratti di moringa analizzati provenienti dall’India (e dal Burkina Faso) erano le peggiori sotto il profilo fitochimico (lo studio risponde all’esigenza di coltivazione intensiva in alcune aree povere del pianeta a scopi nutrizionali).*

Poiché la pianta di Moringa oleifera è facilmente coltivabile e resistente, le colture non autoctone, come quelle europee, sono oggi bene avviate, anche se non sempre sappiamo se la materia prima sia conservata ed essiccata (o congelata) in modo corretto.

Etichettatura trasparente e uso della Moringa

L’etichettatura alimentare è disciplinata dal Regolamento europeo 1169/2011 e, anche in merito agli integratori, richiede una certa trasparenza. Così come nell’industria alimentare, da tempo, il concetto di trasparenza delle etichette e di tracciabilità è ormai acquisito e si raccomanda fortemente l’acquirente di prestarvi attenzione per motivi di salute e di qualità del prodotto acquistato; allo stesso modo, essendo la moringa oleifera una pianta edibile in tutte le sue parti e utilizzata come cosmetico su pelle e capelli è chiaro che avere notizie affidabili e concrete sulla sua provenienza e certificazioni del prodotto è senza dubbio più rassicurante per chi ne fa un uso diretto.

Etichetta Biologica Moringa

Spesso, la moringa importata da zone come India, Filippine o Tailandia può provenire da aziende che producono materiale per impianti a biogas e mangimi, quindi non espressamente adibita ad uso alimentare per via delle possibili contaminazioni con pesticidi o metalli pesanti. Alcuni produttori Europei, magari in maniera inconsapevole, importano la materia prima grezza da queste aree senza i necessari controlli di filiera, rivendendola a scopi alimentari o cosmetici.*

Dato che foglie e semi, come riportato dai ricercatori del CIRPS* sono anche le parti della pianta che contengono la più elevata concentrazione di nutrienti e la moringa è considerata a oggi la pianta con il più alto quantitativo di sostanze nutritive conosciute, è ancora più importante prestare attenzione all’origine della materia prima utilizzata per produrre integratori alimentari e  cosmetici.

RedMoringa e le certificazioni della moringa di buona qualità

L’ingrediente delle capsule RedMoringa è solo ed esclusivamente estratto puro al 100% di foglie e semi di Moringa Oleifera, coltivata sul suolo fertile e vulcanico delle isole Canarie o dell’entroterra Spagnolo e biologicamente certificata dall’organismo di controllo Italiano Bioagricert.

Qui è possibile leggere l’origine della moringa utilizzata da RedMoringa. Le foglie sono raccolte a mano, essiccate a regola d’arte e con certificazione su tutta la filiera produttiva.

La qualità controllata e coltivata prettamente ad uso alimentare o cosmetico da produttori Europei come RedMoringa, dove si predilige la filiera corta, genera un prodotto caratterizzato da valori nutrizionali elevati, con un’alta concentrazione di vitamina B12 e flavonoidi e del tutto privo di pesticidi, metalli pesanti o germi. In più, l’etichettatura trasparente e a norma di legge, consente di verificarne origine e certificazioni.

 Scopri tutte le proprietà delle capsule di moringa biologica

Cos’è l’organismo Bioagricert?

E’ un organismo di controllo italiano, tra i leader del nostro Paese, che attesta l’origine e la produzione rilasciando il marchio biologico “Agricoltura UE“, valido in tutto il mercato dell’Unione europea, che certifica l’origine e la coltivazione ecologica e biologica della nostra Moringa, senza l’utilizzo di pesticidi o fertilizzanti chimici. Coltivare Moringa Biologica non solo da innumerevoli vantaggi per la nostra salute, ma aiuta a tutelare l’ambiente dallo sfruttamento intensivo.

Fonti e riferimenti:

* (Moringa – Il superalimento degli Dei- Thorsten Weiss) Edizioni Il punto d’Incontro

*International Journal of Chemistry; Vol. 7, No. 2; 2015

ISSN 1916-9698   E-ISSN 1916-9701 -Published by Canadian Center of Science and Education (https://www.researchgate.net/publication/283453376_Moringa_oleifera_as_Sustainable_Source_for_Energetic_Biomass)

*https://www.unipa.it/persone/docenti/g/marco.giammanco/?pagina=pubblicazione&idPubblicazione=161691

*https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/fsn3.770

*http://www.cirps.it/unita-fitochimica/

(Moringa il superalimento degli Dei –capitolo: “A quali aspetti devo fare attenzione quando acquisto la Moringa?”).

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